mercoledì 3 marzo 2010


A TTI DI L’UVU!

Fin da ragazzo ogni tanto sentivo ripetere con una certa amarezza questa espressione. Chiesi spiegazione e mi fu fatto il nome di un certo professionista villarosano che aveva delle terre nel vicino Santo Rocco, proprio sotto dove finisce il corso Regina Margherita verso nord, s’affacciava di lì e osservava gli zappatori “all’antu” che affiancati procedevano per rimuovere la terra. Quando il padrone riteneva che il ritmo lavorativo s’allentava, portava ambo le mani aperte a mo’ di megafono ai bordi della bocca e gran voce gridava: - A tti di l’uvu!
Quasi d’incanto il ritmo accelerava.
Soddisfatto tornava al tavolo da gioco nel vicino Circolo dei Galantuomini, che si trovava dove oggi sorge il Municipio. Quando poi voleva sgranchirsi le gambe tornava alla “timpa” panoramica e ripeteva il solito grido a cui seguiva identico risultato.
Quale effetto magico potevano avere quelle quattro brevi parole?
Ogni tanto il furbo professionista all’atto di dare il salario, ai più valenti zappatori lasciava scivolare furtivamente un uovo in una tasca e sussurrava con tono amoroso: - Ppo picciriddu.
I beneficiati si sentivano in obbligo verso il padrone e ricambiavano la cortesia con maggiore solerzia nel ritmo di lavoro, stimolando implicitamente gli altri, che ignari ne seguivano l’esempio.
Sono arrivato a questa mia età ritenendo che l’astuzia del proprietario villarosano fosse una sua originale trovata.
Un giorno parlando con un mio amico della mia stessa età, originario di Adrano, appresi per caso e con meraviglia lo stesso episodio che egli attribuiva a tale barone C.
Qualche giorno dopo, in altra sede, volli far cadere il discorso su questo genere di astuzie con un professionista di Giardini. Pure lui mi confermò che in tempi ormai lontani nella sua cittadina aveva conosciuto un possidente che si comportava allo stesso modo.
Tutti ricchi possidenti e tutti uguali col tarlo dello sfruttamento al massimo del povero bracciante.
Tutti della stessa pasta, ma con una differenza, solo di carattere dialettale:
Da noi: - A tti di l’uvu!
Là: - A tti di l’ovu!

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