giovedì 15 aprile 2010

SAN GIACOMO, PROTETTORE DEI FORESTIERI

Mia interpretazione personale di questa diceria popolare

San Giacomo Maggiore, Patrono di Villarosa, è senza dubbio un grande Santo: apostolo di Gesù e fratello di San Giovanni Evangelista, insieme col quale dallo stesso Maestro furono chiamati "figli del tuono", per il loro spirito ardente e sinceramente spontaneo. Fra i pochi apostoli prediletti da Gesù, è presente nei momenti significanti della Sua Testimonianza in terra. Grande divulgatore della Fede e, secondo Isidoro di Siviglia, evangelizzatore della Spagna, di cui è ancora oggi l'amato Patrono. Un Santo, tanto venerato in una grande Nazione, e non solo, è invece “sfortunato” presso di noi, e non solo a quanto vedremo; nessuno si rivolge a Lui, per intercedere per qualche grazia: gli si attribuisce sempre la "colpa" di proteggere i forestieri! Il popolo ha interpretato a modo proprio questa "propensione" del Santo nei riguardi degli immigrati. I vecchi la interpretavano così: quando fu commissionata la statua del Santo, per puro caso ne fu ordinata un’altra copia allo stesso artista dagli abitanti di Caltagirone, dei quali il Nostro è anche il Patrono. Al momento della spedizione ci sarebbe stato un disguido e le due statue sarebbero state involontariamente invertite nelle destinazioni: di qui la tendenza del Santo a proteggere i non paesani! Mi è da tempo sembrato che tale leggenda fosse la spiegazione mitica di un fenomeno tipico dei piccoli centri senza antiche tradizioni come il nostro, nei quali il forestiero è visto come un individuo tutto al positivo, perché non è oggetto di antica invidia, e quindi gli si perdona qualche difettuccio in più rispetto al compaesano. Fra noi, purtroppo, siamo portati a scoprire, l’un dell’altro, più facilmente le carenze piuttosto che i pregi e siamo anche soliti ad andare spesso a scomodare “nanni e nunni”, sottacendo dei nostri. Al contrario, al forestiero, per noi come se fosse nato oggi, mostriamo fiducia e lo mettiamo nelle migliori condizioni d’ambientamento: questi gratificato, è favorito nell' estrinsecare al meglio i suoi talenti. Qualche anno fa, con mia grande sorpresa sono venuto a conoscenza da un mio amico di Caltagirone, che anche là il nostro comune Santo Patrono è ugualmente accusato di proteggere i forestieri. Alla luce di tale notizia l' ipotesi del piccolo paese senza profonde radici non regge più. Caltagirone è ben più grande di Villarosa, ha tradizioni di più solida cultura che affondano nella preistoria. Insomma non è il piccolo Comune dove tutti conoscono tutti …Tanto induce a cercare una spiegazione diversa. La figura del Santo non apparve con la fondazione della nostra nuova cittadina, dal momento che nella zona in cui oggi sorge il lago artificiale, in contrada S. Francesco, intorno al convento di Cappuccini, di cui si notano scarsi ruderi, esisteva un antico quanto piccolo casale chiamato S. Giacomo di Bombuneto. Pertanto il Santo era “di casa” nella zona e ciò esclude del tutto il fatto che la scarsa presa sulla popolazione potesse essere stata causata dall'imposizione da parte dei Duchi fondatori, che anzi l'accettarono di buon grado. Il nostro Santo Patrono non era come i Santi di altri paesi venerati in certe ristrette zone e che fuori delle quali sono pressoché ignoti. Il Nostro era veneratissimo nella cristianità fin dal Medioevo: erano difatti famosi i pellegrinaggi a Santiago di Campostela, eminente meta seconda solo a Roma, anche se sorge nell’estremo Occidente del Continente. Ci si muoveva da tutta Europa, per devozione o per adempiere un voto. La figura del Santo, evangelizzatore dell' Occidente europeo, era presente nella tradizione cristiana, nella cultura e nel costume già prima che la Sicilia divenisse dominio spagnolo. Per gl’Iberici San Giacomo era il simbolo dell’unione cristiana della “Reconquista” che ebbe il merito di aver cacciato i Mori dal continente europeo, come già qualche secolo prima era avvenuto in Sicilia. Spagna e Sicilia erano “gemellate” dal comune risentimento verso gli islamici e gratitudine nei riguardi del Santo che li aveva sostenuti nella battaglia comune. Quindi Santo popolare, oltre che della classe dominante spagnola. Tale popolarità in Sicilia è dimostrata anche dalla tradizione orale, viva ancora oggi, secondo cui, l’ammasso stellare che forma nel cielo notturno la Via Lattea dal popolo è chiamata "a scalunata di Sagn' Jàbbicu" ed anche dalla manifestazione pittoresca di Capizzi, cittadina ben più antica della nostra. Quindi appare presumibile supporre che quando dopo circa sei secoli s’era perso il ricordo della riconquista cristiana a danno degli Arabi e in Sicilia subentrò la nuova casa regnante dei Borboni, d’origine francese, il Santo cominciò ad essere considerato "forestiero"; non certo dal popolo che in genere rimane devoto alle sue figure sacre, ma dalla classe dominante che con i suoi modelli culturali impone persino i "suoi" santi...
Villarosa non ha formalmente rinnegato il Santo Protettore, ma si continua a venerarlo a “cuore freddo”.
Ricordo le processioni del 10 agosto della mia infanzia: era mortificante la quasi inesistente partecipazione di popolo devoto.

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